Sito Ufficiale A.S.D. Reggiana Calcio a 5

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Ultimo numero di En banda contraria.
Abbiamo fatto questo viaggio attraverso una fetta di Spagna per vedere come se la passa il calcio a 5 iberico e magari guardare con altri occhi anche quello nostrano. Considerando il contesto italiano da un’altra prospettiva forse è stato possibile intravedere una serie di punti sui quali valga la pena lavorare. Abbiamo passato in rassegna molti argomenti, alcuni dei quali arcinoti e sui quali sempre più spesso si parla, soprattutto il settore giovanile e le risorse economiche.
Questo viaggio forse avrá deluso quelli che pensavano di trovare una descrizione di un mondo fantastico, dove il futbol sala funziona alla grande e ci sono tutte quelle cose che mancano al calcio a 5 italiano. Mi dispiace se questa rubrica ha finito per distruggere un mito, del resto ho descritto solo quello che ho toccato con mano. Allo stesso tempo, non smetterò mai di ripeterlo, si tratta di una visione molto parziale di quanto accade in Spagna e per molti addetti ai lavori si tratta di generalizzazioni eccessive e azzardate che non rispecchiano la complessitá di un paese di 45 milioni di abitanti. Per questo tutte le considerazioni che avete trovato in En banda contraria vanno viste con prudenza, non come il manuale dello sport oltre frontiera.
Credo ci siano stati diversi spunti di riflessione che possono fungere da stimolo per chi fa parte di questa piccola nicchia sportiva.
Il calcio a 5 italiano è uno sport giovane e ancora molto piccolo a cui mancano tantissime cose, molte delle quali possono essere raggiunte solo mettendo al centro del discorso alcuni punti che fino ad oggi sono stati tralasciati. L’abitudine a guardare al breve periodo, la mancanza di investimenti sulle strutture e i reparti tecnici, le organizzazioni societarie a conduzione amicale sono forse i più eclatanti. Più di tutto è mancata un’attenzione che esca dai palazzetti per ricercare alleanze con le scuole, le universitá, le istituzioni della cittá, il territorio. In tal senso le enormi potenzialitá di questo sport sono rimaste inespresse mentre invece in Spagna tutti questi legami costituiscono lo scheletro di tutto il sistema.
Sono due societá molto diverse, Spagna e Italia, e non tutto può essere esportato, per quanto buono e bello possa apparire. Forse qualcosa però si può fare e senza troppi stravolgimenti. Con pazienza, preparazione e una visione un po’ più lunga.
Quelli che oggi formano il movimento hanno la responsabilitá non solo per il presente ma anche per il futuro che nasce proprio dalle decisioni che oggi vengono prese, dalle prioritá che vengono date.
Forse in Italia ci sono tante condizioni che non permettono di fare diversamente ma ci sono anche tante risorse di cui la Spagna non dispone: insomma, dipende molto da noi.
Quindi c’è solo da dirsi se e in che misura si ha voglia di avviare iniziative diverse oppure se va bene così. Non c’è niente di male a pensarla in questo modo, basta poi anche smetterla di lamentarsi se non ci sono giocatori, allenatori, dirigenti e risorse a cui fare affidamento. Sarebbe bene anche smetterla di fingersi dei professionisti quando in realtá non esistono ad oggi le condizioni per sostenerlo.
I cambiamenti partono da piccole cose. L’importante è cominciare riuscendo a vedere l’importanza di ogni piccolo passo fatto in una certa direzione. Probabilmente c’e`anche bisogno di studiare un po’, di formarsi, prendere spunto, scambiarsi buone pratiche, distribuire meglio le risorse che si hanno a disposizione.
In conclusione sarebbe bello poter pensare di lasciare questo sport un po’ meglio di come lo abbiamo trovato: oggi non so in quanti potrebbero testimoniare in modo positivo al riguardo.

Vorrei lasciare aperta una porta su questa rubrica tramite un indirizzo e-mail a cui inviare i vostri commenti e le vostre domande.

maxanzi@interfree.it

Può essere un modo per sentire le opinioni di chi ha letto e anche uno stimolo a proseguire le riflessione.
Da qui potrebbe nascere la possibilitá di pubblicare alcuni commenti o discussioni in chiave propositiva. Vediamo cosa ne viene fuori.
Intanto grazie di aver letto e in bocca al lupo per il futuro.

Massimiliano.

 

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