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Reggiana...artista della rimonta!

Tre indizi fanno una prova. La Reggiana prende la rincorsa per superare le avversarie. La prima grande rimonta nella semifinale della scorsa Final Eight cadetto. Alla Futsal Arena, emiliani sotto 1-4 all’intervallo contro il Meco Potenza. Gara finita? Macché. Doppio Antonietti, Barelli e Tonello ed è 4-4. Ai rigori ci pensa super Zaccone (decisiva la sua parata su De Araujo) ed è finale.

Il secondo indizio di una squadra che non molla mai, arriva nel primo turno dei play off. “Regia” detronizzata a Torino, sconfitta 6-2 dal CRD. Qualificazione compromessa? Giammai. Riecco il vecchio cuore granata battere forte al PalaA&B: Regina, Antonietti e Barelli, ed è subito tris, nella ripresa ancora Antonietti e Barelli. Brex fa 6-1 e Dudu Costa sentenzia il 7-2.

Pazzesco! Ma non è finita qui.

A Prato arriva la terza “rimontona” che certifica il carattere della Reggiana, sotto 0-2 in terra toscana e vincente 4-3 al termine di una sfida dalle mille emozioni.

VOLUNTAS OMNIA VINCIT!

In casa Reggiana devono aver bene a scuola il celebre proverbio dei maestri latini: voluntas omnia vincit.

Già, la forza di volontà vince su tutto. “Dico sempre ai miei ragazzi che i grandi uomini di vedono nelle grandi sfide”. Roberto Dall’Olio è un umile personaggio della settimana, fa un passo indietro, pensa a come riportare il club in A2 ed osanna il gruppo. “Qui ci sono ragazzi dai grandi valori umani – dice – questa è una squadra che ha mostrato sempre carattere. Faccio fatica a fare i nomi dei singoli, perché la nostra forza sta tutta nel collettivo”. Tre rimonte, comunque, hanno bisogno di una spiegazione. “In Coppa abbiamo incontrato una grande squadra, ma non ci siamo persi mai d’animo. Col CRD Torino abbiamo completamente sbagliato la partita di andata, forse per la troppa delusione di non aver vinto il campionato. Ma quegli stimoli inesistenti in gara -1, sono usciti fuori nel ritorno, al termine di una grande prestazione. Con il Prato non parlerei di super rimonta – spiega Dall’Olio – in questo sport due gol sono recuperabilissimi, credo, però, che alla lunga abbia vinto la squadra dal miglior tasso tecnico”. Già, una squadra piena zeppa di giovani - Vedi Zaccone o i due Under 21 Barelli, impiegati costantemente in prima squadra – ed un tecnico espressione di una determinata filosofia calcettistica.

UNIVERSALISMO.

Roberto Dall’Olio è entrato a far parte del mondo del futsal molto tempo fa, una volta smessa la carriera di giocatore di calcio a 11.

“Sono stato un semiprofessionista, poi, nell’ormai lontano 1988, ho iniziato con il calcio a 5. Sono rimasto subito coinvolto da questo sport, innamorandomene presto. Da giocatore facevo l’esterno, come calcettista ero un universale, anche se ai quei tempi – ricorda – non esistevano ancora i ruoli ben definiti”. L’”universalismo” di Dall’Olio trova conferma nella sua Reggiana. “Provo grande rispetto per i miei giocatori, perché mi stanno sempre a sentire, lavorano e s’impegnano seguendo la mia filosofia, che è quella di formare degli atleti in grado di ricoprire più ruoli possibili. Secondo me in 40 metri di campo è anacronistico parlare di posizioni ben definite”. Eccolo quindi il segreto di Dall’Olio e della sua squadra. “Ci alleniamo tre volte a settimane, lavoriamo 5 ore e mezzo e in partita cerchiamo di valorizzare al massimo i nostri allenamenti”.

ALLENATORE SI NASCE O SI DIVENTA?

Roberto Dall’Olio appartiene a quella schiera di personaggi sportivi nati con i cromosomi propri dell’allenatore.

“Mi sentivo un tecnico anche da giocatore – sorride – credo di avere una particolare predisposizione”. Ma la domanda sorge spontanea: allenatore si nasce, o si diventa? “Io credo che lo si diventi con lo studio e il lavoro, perché bisogna sempre imparare a saper gestire un gruppo. I player manager? Quelli per me sono autentici fenomeni. Io credo che serve avere la testa per fare l’allenatore, una testa che pensa in modo differente rispetto al giocatore”.

I PLAY OFF.

Perso lo sprint promozione diretta, vinto dal Comelt Toniolo, la Reggiana tenta di tornare in A2 attraverso la porta di servizio dei play off, sperando che vada a finire in modo diverso dall’anno scorso, quando il Rieti, in finale, spense i sogni di gloria emiliana.

Dall’Olio si guarda attorno. “Vedo più equilibrio quest’anno – sottolinea il mister della BItecnology – non c’è tanto per intenderci il Real Rieti, che già nella passata stagione aveva una squadra di serie A2. E’ un altro campionato, molto livellato, dove prevarrà la miglior condizione tecnica e fisica. Ma i particolari faranno la differenza”.

E la Reggiana, con il suo abbonamento alle rimonte, spera di salire su quel pullman dove c’è scritto: destinazione A2!

Tratto da: www.divisionecalcioa5.it

Ufficio Stampa: A.S.D. BITECNOLOGY REGGIANA C5

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